Lo scorso 10 maggio si è svolta la manifestazione di premiazione dei vincitori della seconda edizione del concorso letterario indetto dal Club Prima Riformisti e in collaborazione con gli Amici di What's Up. Nella foto a lato un momento della premiazione del primo classificato della sezione Narrativa, Angelo Libri, che ha ricevuto dal ministro per la Gioventù Giorgia Meloni la pergamena e il premio di 1.000,00 euro.
vincitori - sul concorso - lancio AGI - foto artisti
Parlerò delle elette, vi spiegherò il perché, di una donna non eletta. Lazio. Riporto la battura spiritosa in un bar di Roma a poche ore dalla vittoria di Renata Polverini su Emma Bonino: Lazio batte Roma. Vero. Sono stati infatti gli elettori residenti in provincia, o per essere più precisa i votanti delle province del Lazio – quella di Roma, Frosinone, Latina. Rieti Viterbo – a portarela candidata del centrodestra alla presidenza della Regione Lazio. Il margine di vantaggio che aveva conquistato la Bonino in Roma città, quasi il 5 per cento, non è bastato a contenere lo tsunami Polverini giunto dalle “campagne”.
Personalmente ho votato Bonino e speravo che vincesse. Ma avere comunque una donna per la prima volta presidente del Lazio non può che farci piacere. Fa ben sperare per la trasparenza e per il buongoverno futuri. Come Minerva avevamo apprezzato molto la sfida al femminile. Dopo il clamoroso pasticcio della mancata presentazione della lista Pdl, niente era scontato. Credo che a far vincere la Polverinisiano stati due fattori: la sua immagine ruspante, ben più vicina ai ceti popolari di quella elitaria e professorale della Bonino; e la sua presenza in campagna elettorale, ovunque, a qualsiasi ora, non risparmiandosi mai, in assemblee, mercati, ospedali, scuole, fabbriche.
Un contributo decisivo l’ha dato sicuramente anche Berlusconi (tant’è che la Polverini l’ha ringraziato per primo) mettendo il suo impegno e la sua faccia. Se Polverini perdeva, perdeva Berlusconi. Vincendo lei, ha vinto Berlusconi. Ma non avevano detto che era una fedelissima di Fini? Mah! Piemonte. Peccato per la Bresso. Chiarisco. Non siamo così settarie da usare soltanto un criterio di genere – donna/uomo – per valutare i risultati delle sfide elettorali e politiche. Tuttavia, in Piemonte ci sembrava avesse fatto bene. Ma in democrazia decidono elettrici ed elettori, e i piemontesi hanno preferito il leghista Cota. Auguri a lui ed onore a Bresso che si è battuta e ha perso per un n iente. Umbria. Eletta Katia Marini del centrosinistra, che succede ad un’altra donna presidente uscente della regione. Una conferma, dunque: l’Umbria è la sola regione che da anni rielegge una donna alla guida della giunta regionale. D’altronde, con due sfidanti, alla presidenza, of courseche il traguardo finisse in rosa. Resta il fatto che su 13 presidenti di regione soltanto due sono donne. Via Bresso, rimangono Marini e Polverini. Due su 13 erano e tali rimangono. Un po’ deludente, no? Se era sincero l’entusiasmo di prima delle elezioni sull’aumentato numero delle donne candidate, cia spettiamo che venga fatto un bilancio tra le donne messe in lista e le donne effettivamente elette: una riflessionedoverosa che dovrebbero fare sia gli organi d’informazione sia i partiti. Non basta trincerarsi dietro il paravento della “libera sceltta di voto” quando si tratta di voto di preferenza. Finisco proprio su questo argomento. Per spiegarmi, prendendo ad esempio il caso di una splendida cara amica, amica di Minerva: Daniela Valentini. Storica dirigente dei ds e poi del Pd, splendida per passione civile e capacità amministrativa, non è stata eletta, è la prima dei non eletti della lista Pd di Roma e pronvincia. Gli undici eletti sono tutti maschi. Il Pd, riformista, progressista, democratico, è riuscito nel capolavoro di non eleggere nessuna donna. Se questo Pd è, come dichiara, un partito aperto a donne e giovani, figuriamoci se fosse chiuso.
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